Perchè in mare la velocità si misura in NODI?
Hai mai messo piede su una barca o hai passato cinque minuti a chiacchierare in banchina? Avrai notato la gente di mare abbia un debole per i termini complicati. Non si dice destra o sinistra ma dritta e sinistra, non tiriamo le corde ma cazziamo le scotte e, soprattutto, non si parla mai di chilometri orari.
In mare, la velocità,si misura in nodi. Ma ti sei mai chiesto perché? La ragione è un mix affascinante di storia, ingegno piratesco e un pizzico di matematica.
Solcometro, il “Contachilometri” di Legno
Torniamo indietro di qualche secolo, diciamo nel XVII secolo. All’epoca non c’erano GPS, satelliti o sensori elettronici. I marinai avevano però un problema vitale: capire a che velocità stavano navigando per calcolare la propria posizione ed evitare di finire fuori rotta (o peggio contro uno scoglio).
L’invenzione che risolse il problema fu il solcometro a barchetta.

Funzionava così:
- Si prendeva una tavoletta di legno a forma di spicchio (la “barchetta”), appesantita con del piombo su un lato per farla galleggiare dritta nell’acqua.
- Questa tavoletta era legata a una lunga sagola avvolta su un rocchetto.
- Sulla corda venivano fatti dei nodi a intervalli regolari, ogni 50 piedi (15,24 metri)
Come avveniva la misurazione?
Il marinaio lanciava la tavoletta in mare da poppa. Mentre la barca avanzava, la tavoletta restava ferma in acqua “svolgendo” la salvola. A quel punto entrava in gioco il tempo: un altro marinaio girava una clessidra (generalmente da 30 secondi).
Allo scadere della sabbia, si bloccava la sagola e si contava semplicemente quanti nodi erano passati tra le dita del marinaio. Se erano passati 5 nodi, la velocità era approssimativamente di 5 nodi. Semplice, no?
Perché proprio quella distanza tra i nodi?
Qui arriva la parte tecnica, ma promesso, niente mal di mare. Per far sì che il calcolo fosse preciso, la distanza tra i nodi non era casuale.
Oggi sappiamo che 1 nodo equivale a 1 miglio nautico all’ora.
- Il miglio nautico (1.852 metri) non è un numero inventato: corrisponde a un primo di latitudine sulla superficie terrestre.
- Facendo i calcoli basati sulla clessidra da 30 secondi (in realtà 28), la distanza tra un nodo e l’altro sulla corda doveva essere di circa 15,4 metri.
Se oggi dici “nodi all’ora”, un vecchio lupo di mare potrebbe guardarti storto. Il nodo è già una misura di velocità (spazio/tempo), quindi dire “nodi all’ora” è un po’ come dire “chilometri orari all’ora”. Un errore da “mozzo” che è meglio evitare!
Il nodo oggi
Oggi abbiamo sensori ultrasonici e sistemi satellitari che spaccano il capello, ma il nodo resta l’unità di misura universale. Perché? Perché è intrinsecamente legato alla cartografia nautica.
Navigare a 10 nodi significa che in un’ora percorrerai esattamente 10 primi di latitudine sulla tua carta nautica. È una comodità a cui nessun navigatore, dal velista della domenica al capitano di una super-petroliera, è disposto a rinunciare.Quindi, la prossima volta che sei in barca e vedi la scia allungarsi, pensa a quel marinaio che, con le mani bagnate e una clessidra in mano, contava i nodi che gli scorrevano tra le dita.
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